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Costumi hi-tech: voce ai professionisti

La decisione della FINA di riammettere i costumi di nuova generazione trova opinioni contrarie da parte dei professionisti.

Il campione italiano Filippo Magnini (fonte www.sky.it)
Il campione italiano Filippo Magnini (fonte www.sky.it)

La scelta della FINA di riammettere i costumi di nuova generazione (realizzati in poliuretano) trova il dissenso da parte di alcuni professionisti, altri domandano di trovare una soluzione il prima possibile nel nome dello sport.


Amaury Leveaux (argento olimpico a Pechino nei 50m stile libero) preannuncia il suo probabile forfait ai prossimi mondiali di Roma 09 perché contrariato dall’amissione dei costumi di nuova generazione a scapito della credibilità del nuoto: “dovremmo entrare tutti in vasca con lo slippino: avremmo tempi chiari e la coscienza pulita” afferma il campione francese.
Della stessa opinione sull’utilizzo del costume è Filippo Magnini (campione del mondo dei 100 stile libero) che ritiene rovinosa la scelta della FINA ed auspica ad un ritorno al costume tradizionale, “l’unico che serve solo a coprire e non ad aiutare“.
Il Campione italiano si sentirebbe di proporre una finale dei 100 stile con indosso il solo slippino ma, “è una cosa che non avverrà mai perché molti sono favorevoli alla tecnologia“.
Meno radicale è la posizione di Luca Marin, appena vincitore dell’argento nei 400 misti ai Giochi del Mediterraneo 2009, che riconosce l’esigenza di trovare una soluzione di mezzo, come il ritorno ai costumi di 18 mesi fa, scelta che potrebbe accontentare tutti.

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