Categories
Notizie

Dopata con l'ozonoterapia una nuotatrice di 15 anni

L’ozonoterapia è la nuova frontiera del doping sportivo, la Guardia di Finanza di Padova scopre una minorenne nuotatrice tra gli atleti che ne facevano uso in uno studio medico privato

Enrico Lazzaro con la nuotatrice minorenne (frame YouReporter.it)
Enrico Lazzaro con la nuotatrice minorenne (frame YouReporter.it)
Durante l’inchiesta “Via col Doping” la Procura e la Guardia di Finanza di Padova hanno filmato il medico Enrico Lazzaro mentre sottopone all’ozonoterapia una nuotatrice minorenne di 15 anni del Team Nuoto Padova.


L’ozonoterapia è utilizzata per la cura dell’ernia, viene eseguita solamente in strutture pubbliche e della quale non esiste un protocollo.
Lazzaro lo usava in una struttura privata per fini dopanti a sportivi, consentendo di spostare la curva dell’emoglobina dell’atleta con il vantaggio di ossigenare meglio il sangue e migliorando la performance sportiva.
Altro vantaggio di questa pratica è d’essere invisibile ai controlli antidoping perché il livello di ematocrito ed emoglobina restano costanti, ma ha lo svantaggio di danneggiare il fisico con pericolosi casi di embolia.
L’ozonoterapia ad uso dopante è più potente dell’EPO e più sofisticata del CERA, e non è altro che una sorta di autoemotrasfusione che prevede il prelievo del sangue dell’atleta e la rimessa in circolo del siero dopo essere stato ossigenato con l’ozono.
La minorenne in “cura” da Lazzaro era accompagnta nella clinica privata dal padre ed al magistrato la ragazza ha ammesso che il suo sangue prelevato veniva manipolato con l’ozono ed arricchito con vitamine, Ferlixit e freamine per favorire l’eritropoiesi.
Al medico è stato disposto l’obbligo di dimora ed il divieto di continuare ad esercitare la professione, si aggiunge al fatto che a Gennaio 2009 era già stato condannato ad 1 anno e 2 mesi con la condizionale sempre per fatti di doping.
Le accuse ad Enrico Lazzaro comprendono anche il riciclaggio di farmaci di esclusiva provenienza ospedaliera, l’aver esercitato abusivamente la professione di farmacista e l’aver somministrato farmaci in maniera pericolosa per la salute.
Attualmente sono 30 le persone denunciate, in maggioranza legate al mondo del ciclismo, tra cui spicca anche il nome di Davide Rebellin, ma anche sportivi amatori tesserati con la UISP e UDACE, mentre dall’agenda del medico sequestrata dagli inquirenti potrebbero emergere altri sportivi coinvolti.
«I giovani sportivi hanno bisogno di eroi positivi non “al doping”. Dobbiamo allontanarli e non avvicinarli ai medici stregoni che, iniettando strani infusi moltiplicatori di energia, rischiano di provocare danni alla salute: il podio non vale la candela» commenta Ivano Maccani, Comandante della Guardia di Finanza di Padova.
Guarda il video della Guardia di Finanza di Padova

2 replies on “Dopata con l'ozonoterapia una nuotatrice di 15 anni”

Semplicemente SQUALLIDO!
Non credo ci sia altro da aggiungere. Anche io ho un figlio di 14 anni che nuota, ma non credo che si debba arrivare a questo per vedere il proprio figlio sul podio!
Un plauso al lavoro della G.d.F., speriamo che almeno ora il padre capisca l’enorme errore commesso ed il grande torto fatto proprio alla figlia!

I medici che consentono l’utilizzo di farmaci e pratiche dopandi devono essere radiati a vita e gli atleti devono rischiare pene severe e certe.
Il caso della minorenne ha del inaudito, mi chiedo quale genitore con il buon senso possa permettere e spingere la propria figlia a doparsi.
Un podio infangato e vinto con scorrettezza non perde di qualsiasi valore sportivo!
Qui il video intervista a Giuliana Salce, che racconta la sua esperienza sportiva macchiata dal “doping imposto” come cura per la propria prevenzione fisica, e di Eugenio Capodacqua, giornalista di La Repubblica che spiega le problematiche del doping

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *