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Allenamento e Strategia

La Natura dà lezioni al nuoto in acque libere

I vantaggi di nuotare in gruppo e similitudini con la formazione a V delle oche selvatiche

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13 replies on “La Natura dà lezioni al nuoto in acque libere”

Posso condividere il fatto che nuotare in scia e in gruppo possa essere d’aiuto (sempre che il leader non spiaggi), ma resta il fatto che ci avete dato dell’oca!
Una master affezionata, Beatrice Inghilleri

Cara Beatrice,
l’articolo si sofferma sul comportamento degli atleti in gruppo che a volte può avere similitudini con quello animale. Non c’è nessuna intenzione di paragonare gli atleti open water (me compreso) a delle oche, con tutto il rispetto per questa specie 😉

Io sono l’oca che esce sempre dallo stormo: è per questo che i cacciatori mi sparano addosso!
Un vecchio master che non riesce più a stare in scia…

Comunque non sono male le oche… tra l’altro, hanno anche l’accortezza di sfruttare la scia senza toccare le zampe e senza tirare lo sprint a chi è stato davanti a pochi metri dalla meta.

Sono un M45 che ama le gare in mare, mi sono accorto che non riesco più a stare in scia nel gruppone ed inoltre non vedo bene le boe complice il calo della vista ed gli occhialini appannati.
Morale: mi associo ad Alessandro Clerici, spero solo che i cacciatori si impietosiscano e mi sparino a salve.

Ragazzi, ma la scia non era vietata?
Sinceramente non è facile per atleti non di vertice trovare una scia giusta. Io becco solo gruppetti in cui dopo 20 bracciate quello davanti si inchioda per guardare la direzione e personalmente preferisco andare solo o a fianco di qualcuno.
Quando andiamo con gli amici facciamo gruppetto mica trenino e tra l’altro di solito mi godo meglio la costiera triestina.
Ciao da Carlos (Carlo Alberto detto Remigius)

Caro Remigius,
sia nelle competizioni di nuoto di fondo sia nella frazione a nuoto nelle gare di triathlon la scia è consentita.
Buon nuoto lungo il litorale triestino! 😉

Ha senso stare in gruppo quando questo è composto da 4-5 atleti di simile velocità, ma all’inizio considerate le botte che si prendono è meglio girare alla larga e rientrarci dopo qualche centinaia di metri.
Inoltre, fare anche dei lunghi tratti da soli è stimolante… se ti regge la “pompa”.
Un saluto a tutti i Master!

Quando stai in scia si dimezza lo sforzo e si ha il tempo per pensare al momento giusto per attaccare. Inoltre, questo caso è questione di abilità e di testa, se stai facendo una gara importante non puoi dire “vado da solo finchè ce la faccio” ma devi considerare tutti come un possibile aiuto. Solo nell’atto finale (ultimi 500 metri?) si può pensare d’andare in solitaria, altrimenti a meno che non ti chiami Cleri sei fregato 🙂

…io abituato ad essere cormorano (specialità 50 e 100 sl)domenica provo a fare l’oca da scia. Velocista al lago per 2,5 km, ce la farò?Provo con la scia, al limite ci sono sempre le barche appoggio e mi spiaggio…speriamo che nessuno mi segua 🙂

Caro Luca,
NAL ti fa un grosso in bocca al lupo per il tuo esordio! Vedrai che sarà comunque un successo 😉
Buon divertimento

Staff NAL

Penso che Beatrice abbia voluto fare una battuta. Le oche, specialmente quelle selvatiche, sono uccelli meravigliosi che compiono viaggi straordinari. Alcune di esse sorvolano la catena del Tibet, praticamente alla stessa altezza degli aerei di linea. Altre volano dal Canada al Messico, compiendo tappe di oltre 2000 Km. Utilizzando, per l’appunto le tecniche descritte.
Rimanendo in acqua,nciterei i cetacei, tra i quali i delfini che sempre nuotano in gruppo per cacciare e nuotare piu velocemente. Inoltre, io penso, lo stare in gruppo fornisce una motivazione psicollogica in piu per terminare la gara con un buon ritmo, imposto dall’atleta piu veloce.
Un saluto a tutti
Beppe

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