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L'efficienza di propulsione nei nuotatori master

Uno studio in corso sull’efficienza della propulsione nel nuoto negli atleti master, dimostra i motivi della variazione di prestazione in base all’età

Nuotatrice master in azione (foto masters-swimming-team-virginia.com)
La Professoressa Paola Zamparo, della Facoltà di Scienze Motorie di Verona, sta studiando assieme ad un gruppo di ricerca l’efficienza della propulsione nel nuoto negli atleti master, dimostrando i motivi della variazione di prestazione in base l’età.


Il punto di partenza della ricerca è basato dal rapporto tra l’età dei nuotatori ed i tempi dei record italiani master sulle distanze dei 50 ed 800 metri stile libero.
In questa prima analisi, si evince che la prestazione (la massima velocità di progressione) tende a diminuire all’aumentare dell’età, sia sulle corte sia sulle lunghe distanze, e che il peggioramento è più marcato nelle fasce di età superiori ai 70 anni (vedi figura 1).
Partendo da questo assunto, è stata condotta una ricerca sul campo dove si sono raccolti diversi dati durante le gare dei Campionati Italiani Master ed in sessioni in piscina con un gruppo di volontari.
Sono stati presi in considerazione atleti di tutte le età e si è calcolato per ognuno la velocità media di progressione (media delle velocità in un tratto intermedio di un percorso), la frequenza di bracciata e l’efficienza di propulsione.
I risultati della ricerca mostrano, in linea all’assunto di partenza, che vi è poca differenza nell’efficienza di propulsione nelle prime tre classi di età (20-29, 30-39 e 40-49 anni). Inoltre, in questi tre gruppi l’efficienza di propulsione ha simili valori di picco a velocità basse-moderate, per poi diminuire alla velocità massimale.
Nei soggetti del quarto gruppo d’età (50-59 anni) l’efficienza di propulsione è decisamente minore e, come per gli altri atleti, diminuisce all’aumentare della velocità, senza però mostrare un marcato valore di picco (vedi figura 2).

Figura 1: grafico della massima velocità in progressione in rapporto all’età del nuotatore
Figura 2: grafico del rapporto tra velocità ed efficenza dei gruppi di studio

Quindi, la ricerca indica che la diminuzione dell’efficienza di propulsione in rapporto all’età, associata ad un aumento progressivo del costo energetico, può spiegare perché la diminuzione della performance dell’atleta subisce un brusco calo dopo una certa età (50-60 anni in questo gruppo di ricerca).
Già pochi anni fa McArdle dimostrava che la massima potenza metabolica diminuisce in funzione dell’età: all’età di 20 anni raggiunge il suo valore massimo e dopo i 25 anni diminuisce in modo lineare di circa l’1% all’anno.
Se questo fosse l’unico fattore ad influire sulla prestazione, anche il calo della velocità in funzione del tempo dovrebbe essere lineare e quindi senza discontinuità.
In conclusione, i dati della ricerca confermano che la diminuzione dell’efficienza di propulsione sia determinata dalla minore capacità del nuotatore di esercitare una forza adeguata durante la bracciata, ma necessitano ulteriori approfondimenti su atleti adulti.
Lo studio non è ancora concluso e richiede ulteriori indagini sul campo, con rilevazioni su atleti d’età tra i 50 e 70 anni. Chiunque fosse interessato partecipare come volontario della ricerca può contattare lo Staff di NAL.
Si ringrazia la Professoressa Paola Zamparo per il contributo

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