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InFondoAlMar.info mappa i sospetti affondamenti nel Mediterraneo

InFondoAlMar.info è il sito-inchiesta dove si denunciano gli “strani” affondamenti negli ultimi trent’anni nel Mediterraneo

Mappa delle navi affondate registrate nel Meditteraneo (foto infondoalmar.info)
InFondoAlMar.info è il sito-inchiesta realizzato da Paolo Gerbaudo (collaboratore a Londra del quotidiano Il Manifesto) e David Boardman (ricercatore al MIT), che origina da un’inchiesta del 2009 del Manifesto dove si denunciano gli “strani” affondamenti negli ultimi trent’anni nelle acque dell’Europa meridionale e del Medio Oriente.


Strani perché sono «una serie di inabissamenti sui quali aleggia il sospetto che siano stati organizzati apposta per liberarsi di rifiuti tossici, chimici e radioattivi.
Queste operazioni illegali, che servivano a evitare i costi di smaltimento dei rifiuti, sarebbero state portate a termine dalla criminalità organizzata con la complicità, in certi casi, di imprese italiane, governi e servizi segreti
», affermano gli autori del sito.
«Almeno settanta navi sospette sono sui fondali del mediterraneo, con coordinate note, con documentazione facilmente accessibile, con carichi spesso dichiaratamente tossici», riporta l’articolo del Il Manifesto.
«Anche se quasi sempre manca il “corpo del reato” nascosto sotto centinaia di metri d’acqua, la quantità di indizi è in molti casi schiacciante.
Tracce di radioattività ben al di sopra alla media sono state rilevate su container e materiali riconducibili ad alcuni degli incidenti, e la presenza di isotopi di cesio e torio è stata riscontrata in alghe e pesci nelle vicinanze. Il numero di tumori in alcune zone costiere della Calabria, regione attorno a cui sono avvenuti molti incidenti sospetti, sono 3 o 4 volte superiori alla media nazionale
», riporta il sito InFondoAlMar.info.
Se le navi continuano a rimanere laggiù senza verificare realmente i contenuti, i rischi per la salute pubblica e per l’ambiente potrebbero essere palesemente gravi.
I dati disponibili su InFondoAlMar.info sono fruibili in diversi formati e sono ricavati dal dossier Affondamenti sospetti 1979-2001 di Legambiente, da siti specializzati, dai registri del Lloyd’s Register of Shipping, dove si tiene traccia degli incidenti navali nel mondo e da diverse inchieste giornalistiche e studi sull’argomento.
L’intento con il sito InFondoAlMar.info è quello di costruire un dataset pubblico utilizzabile da chiunque.

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