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Ricerche e Studi

Sport di resistenza e danni al cuore

Scoperto su alcuni atleti che l’attività sportiva di durata potrebbe comportare danni al ventricolo destro del cuore

Alteti alla partenza (foto deaxlesports.com)
I ricercatori hanno scoperto su alcuni atleti che l’attività sportiva di durata come le maratone, triathlon, ciclismo in quota od ultra triathlon può comportare danni al ventricolo destro del cuore.


La ricerca, pubblicata sul European Heart Journal, basata sullo studio dei parametri cardiaci di un campione di 40 atleti dopo una gara della durata di 3-11 ore e confrontati dopo un settimana, ha scoperto che gli scompensi si siano risolti nella maggior parte dei casi nell’arco di una settimana dalla competizione.
Solo cinque di loro hanno evidenziato ulteriori danni permanenti al ventricolo destro, ma non a quello sinistro, come cicatrici nel muscolo cardiaco resi visibili con la risonanza magnetica. Caratteristica comune di questi 5 atleti è che hanno gareggiato negli sport di resistenza più a lungo rispetto a coloro che hanno mostrato lo stesso scompenso.
Il ricercatore Dottor André La Gerche ha affermato di non vi è certezza che l’esercizio di resistenza non sia sano, questo perché i dati emersi non possono supportare questa tesi.
Tuttavia, La Gerche ha commentato che i risultati lasciano però intendere che ci potrebbero essere alcuni atleti predisposti a sviluppare un danno di questo tipo a seguito ad una prolungata attività sportiva di resistenza.
La ricerca necessita maggiori approfondimenti ma fa comprendere quanto sia importante avvicinarsi e praticare sport di endurance con le dovute precauzioni, meglio ancora sarebbe essere seguiti da professionisti del settore, capaci di indirizzare e consigliare le metodologie più opportune da mettere in pratica. L’improvvisazione non paga, non meno negli sport dove ci sono importanti volumi di lavoro che caricano il fisico.

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