Categories
Interviste

Intervista a Gambassi: Non nascondiamoci dietro le medaglie

Video intervista alla schermitrice Margherita Grambassi, dove esprime il suo giudizio sullo stato attuale dello sport italiano, dei risultati ottenuti alle Olimpiadi di Londra 2012 e la mancanza di ricambio nella dirigenza del CONI

Margherita Grambassi alle Olimpiadi Pechino 2008 (foto ansa.it)
Proponiamo la video intervista alla schermitrice Margherita Grambassi, dove esprime il suo giudizio sullo stato attuale dello sport italiano, dei risultati ottenuti alle Olimpiadi di Londra 2012 e la mancanza di ricambio nella dirigenza del CONI.
L’intervista a Margherita Grambassi è di Pasquale Notargiacomo e video di Anna Terrassan, pubblicata su Repubblica.it e parte dello speciale La casta dello sport.
Non bastano i successi di Londra per dire che lo stato di salute sia buono“, afferma Grambassi, sottolineando che gli sport minori fanno meglio rispetto a quelli più blasonati.
Il connubio tra gli atleti giovani e quelli più grandi è indicato da Gambassi come un valore aggiunto, dove l’esperienza di chi è stato ai vertici nel passato e che è ancora in attività, seppur a quasi fine carriera pur essendo ad alti livelli, è una risorsa importante per la crescita per chi deve invece maturare ed è agli esordi.
Stesso ragionamento Grambassi lo pone per la dirigenza sportiva, dove per migliorare la situazione attuale pensa sia necessario il coinvolgimento di persone giovani, quando invece ora la realtà italiana mostra dei numeri che fanno pensare: “L’età media dei dirigenti è troppo alta e girano sempre le stesse facce. Le Federazioni e il CONI sono delle aziende, per questo servirebbero dei manager“, commenta Gambassi.
Gambassi si esprime anche sulla presenza delle donne, dove i posti importanti vi è una loro minima presenza: “E’ un ambiente molto maschilista, le donne sono ancora troppo poche“, sotolinea Grambassi.
Nel servizio si menziona che il 61,9 dei dirigenti hanno più di sessant’anni e su 646 dirigenti e consiglieri solo 62 erano donne nell’ultimo quadriennio (percentuale attorno a 8% ca.).

4 replies on “Intervista a Gambassi: Non nascondiamoci dietro le medaglie”

Diciamo che il problema del ricambio generazionale è comune a tutti gli ambienti della sociatà italiana.
Per quanto riguarda le scorse Olimbiadi, quello che mi ha colpito di più è il fatto che abbiamo vinto medaglie praticamente solo negli sport “con armi”: arco, fioretto, fucile, pistola, sciabola e carabina.
Nuoto non pervenuto, meglio nelle Paraolimpiadi.

Cristiano,
nel settore nuoto l’Italia ha conquistato una medaglia di bronzo con Martina Grimaldi, quindi diciamo che una cosa l’ha portata a casa.
Certo è che il nuoto in acque libere è uno sport minore quanto altre discipline e si aggiunge al paniere del confronto medaglie/successi tra sport blasonati vs sport minori.
Altro aspetto è che il nuoto nazionale di certo non può essere rappresentato dal nuoto in acque libere, anche se per noi appassionati della specialità fa piacere vedere che i rappresentanti azzurri hanno un peso internazionale di grande spessore e che, paragonato al nuoto in vasca raccoglie maggiori successi.

Staff NAL

scusate ma quella della foto non è la La Grambassi ma Valentina Vezzali..detto ciò Solo la Grimaldi ha fatto una ottima figura..in nuoto in vasca è stato fallimentare..e non è un caso…i capricci della Diva Pellegrini e di tutto lo staff del nuoto spocchioso e supponente ha portato i risultati che abbiamo visto..infatti è stato richiamato il vecchio allenatore francese che ha portato alla sua nazione record del mondo e medaglie d’oro…
per non parlare poi dell’atletica…ai livelli minimi di sempre…sui dirigenti ha detto un ovvietà…tutti sono incollati alla poltrona per motivi economici e politici I nomi sono sempre quelli..i risultati sono sempre peggio

Giovanni,
ti ringraziamo della segnalazione sulla foto, si vede che non siamo proprio bravi a riconoscere bene gli atleti di altre discipline. E dire che ci era stato detto che fosse Grambassi.
Comunque poco male, abbiamo aggiornato la foto 😉
Riguardo la tua osservazione sul nuoto e sull’atletica non ci sentiamo di dare giudizi su settori che non ci appartengono direttamente. Certo è che i risultati parlano chiaro e le motivazioni devono essere di certo ricercate, senza però cercare di fare un generalizzazioni affrettate ma, semmai cercare di captare le idee e le critiche come punto dalle quali partire per migliorare lo sport, magari in maniera collaborativa e partecipativa.

Staff NAL

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *