Categories
Nutrizione

I pericoli nascosti nella frutta secca: le aflatossine

La frutta secca, l’alimento diffuso nell’attività sportiva presenta anche degli aspetti negativi come la possibile presenza delle aflatossine, sostanze potenzialmente cancerogene e regolamentate dalla EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare

Noccioline
La frutta secca è uno degli alimenti od ingredienti dei prodotti utilizzati dagli sportivi, oltre al fatto d’essere presente anche in alcuni dolci tradizionali, come nel torrone, nel panforte e in diversi prodotti tipici delle feste. Uno dei problemi che caratterizza questo alimento è la presenza delle aflatossine, sostanze potenzialmente cancerogene.
Le aflatossine sono sostanze così potenzialmente cancerogene ed il Comitato dei Rappresentanti dei 27 Stati dell’Unione Europea ha dato il suo bene placido alla proposta d’innalzamento dei limiti per le aflatossine nella frutta secca.
Le aflatossine sono delle micotossine tossiche prodotte da alcune muffe, che si possono trovare in diversi alimenti, fra i quali arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso, fichi e altra frutta secca, spezie, oli vegetali grezzi e semi di cacao, a seguito di contaminazioni fungine avvenute prima e dopo la raccolta.
Queste micotossine, riconosciute da tempo come sostanze potenzialmente cancerogene, sono resistenti sia alla cottura sia alle varie trasformazioni che i prodotti subiscono prima di diventare un prodotto finito.
Il nuovo regolamento, che stabilirà gli incrementi autorizzati per ogni prodotto, è di fatto un adeguamento a ciò che è già stato deciso dal Codex Alimentarius, l’Ente creato dalla FAO e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per stabilire gli standard alimentari. Lo stesso ente, nel 2008, aveva stabilito che il livello massimo di aflatossine in noci, pistacchi, nocciole e affini non doveva superare i 10 microgrammi per chilo, mentre l’Europa, almeno fino ad oggi, ne consente non più di 4 microgrammi per chilo.
L’innalzamento della soglia di aflatossine consentite arriva a seguito di un parere positivo della EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, parere che non trova d’accordo Carlo Brera, ricercatore del Dipartimento di Salute Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità Reparto OGM e Micotossine, affermando che “secondo l’ente europeo, alzare i limiti non provocherà un aumento significativo di pericolo per la salute pubblica, mentre il nostro Istituto in realtà ha assunto una posizione diversa, perché non riteniamo sufficienti i dati e le argomentazioni portate dall’EFSA per innalzare i limiti di sostanze che sono certamente nocive: non a caso il Governo italiano, accogliendo il nostro parere, è stato l’unico a votare contro“.
Non ci sono ancora i dati per poter dare un giudizio definitivo sugli effettivi rischi che i consumatori europei possono eventualmente correre. E’ noto comunque che il regolamento in questione non riguarderà solo la frutta secca ma anche i prodotti di uso più comune ed abbondante, come i cereali, di cui i celiaci sono grandi consumatori.
Questo vuol dire che si potranno trovare in pistacchi, mandorle e noccioline concentrazioni di tossine doppie rispetto a quelle attuali.

1 reply on “I pericoli nascosti nella frutta secca: le aflatossine”

La CE consiglia il livello più basso possibile per evitare sorprese, il motivo è che non è possibile eliminare le aflatossine una volta che si sono prodotte. Alla fine sarebbe meglio evitare di mangiarla ma è così buona!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *