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Ricerche e Studi

Il sovrallenamento come condizione di rischio infortuni per i giovani atleti

Il più grande studio clinico di questo tipo afferma che i giovani atleti che si specializzano in uno sport e si allenano con intensità hanno un significativo innalzamento del rischio di fratture per stress ed altri importanti infortuni da usura, anche se confrontati con altri atleti infortunati

Infortunio nello sport (fonte blog.mendpain.com)
Il più grande studio clinico di questo tipo afferma che i giovani atleti che si specializzano in uno sport e si allenano con intensità hanno un significativo innalzamento del rischio di fratture per stress ed altri importanti infortuni da usura, anche se confrontati con altri atleti infortunati.
Per esempio, i giovani atleti che hanno trascorso più ore a settimana rispetto ai loro coetanei che praticano lo stesso sport, come ad esempio i dodicenni che giocano a tennis 13 o più ore a settimana, hanno mostrato il ​​70 per cento in più di probabilità d’avere lesioni da usura rispetto agli altri tipi di infortuni.
Il medico sportivo Dr. Neeru Jayanthi ha presentato i risultati dello studio intitolato “Risks of Specialized Training and Growth in Young Athletes: A Prospective Clinical Cohort Study” al recente incontro dell’American Medical Society for Sports Medicine (AMSSM), tenutosi a San Diego (USA).
“Dobbiamo essere cauti verso l’intensa specializzazione ad uno sport prima e durante l’adolescenza”, ha affermato Jayanthi. “Una delle raccomandazioni che possiamo dare, sulla base dei nostri risultati, è che i giovani atleti non dovrebbero praticare più ore lo stesso sport in maniera specialistica rispetto ai propri coetanei.”
Tra il 2010 e il 2013, Jayanthi e colleghi al Lurie Children’s Hospital of Chicago hanno registrato 1.206 atleti di età compresa tra 8 e 18 anni che sono stati ricoverati per il trattamento e la cura di lesioni. I ricercatori hanno seguito ogni atleta per un massimo di tre anni.
Ci sono stati 859 infortuni totali, tra cui 564 lesioni da usura, nei casi in cui è stata registrata la diagnosi clinica.
Gli infortuni da usura includono 139 gravi lesioni come fratture da stress alla schiena od agli arti, lesioni dei legamenti del gomito e le lesioni osteocondrali (lesioni alla cartilagine e dell’osso sottostante).
Questo tipo di infortuni possono forzare i giovani atleti a rimanere sportivamente inattivi per un periodo che può andare da uno a sei mesi.
Quindi, lo studio ha confermato i risultati preliminari riportato in precedenza: la specializzazione in un singolo sport aumenta il rischio agli infortuni in generale.
Dallo studio è emerso che:
– I giovani atleti hanno più probabilità di infortunarsi se hanno speso più del doppio del tempo a praticare un sport in maniera organizzata rispetto a quelle passate in maniera non organizzata. Per esempio, giocare a calcio 11 ore di calcio ogni settimana in maniera organizzata e solo 5 ore di gioco libero.
– Gli atleti che hanno subito lesioni gravi hanno speso una media di 21 ore alla settimana di attività fisica totale (sport organizzati, palestra ed attività sportiva non organizzata / gioco libero), delle quali 13 ore erano destinate ad uno sport organizzato. In confronto, gli atleti che non si sono infortunati hanno partecipato a una minore attività sportiva, pari a 17,6 ore alla settimana di attività fisica totale, della quali 9,4 ore di sport organizzato.
– Gli atleti infortunati ha registrato il punteggio di 3.3 su 6 della scala della specializzazione sportiva, quando gli atleti non infortunati registrano un punteggio di 2.7 sulla scala di specializzazione.
Nella scala di specializzazione sportiva, all’atleta viene assegnato un punto per ciascuno dei seguenti condizioni:
– ci si allena in uno specifica disciplina per più del 75 per cento del tempo dedicato alla attività sportiva
– ci si allena per migliorare le abilità o mancanza di tempo per gli amici
– si ha smesso di praticare altri sport al fine di concentrarsi su uno sport
– si ritiene uno sport più importante degli altri
– si viaggia spesso
– ci si allena più di otto mesi all’anno o compete più di sei mesi all’anno.
Al fine di ridurre il rischio agli infortuni, Jayanthi suggerisce di:
– non praticare attività sportiva più di quella consigliata alla propria età, considerando anche il fatto che i bambini più piccoli sono evolutivamente immaturi e possono essere meno in grado di tollerare lo stress fisico.
– non spendere più del doppio del tempo a praticare sport organizzati
– non specializzarsi in uno sport prima tarda adolescenza
– non fare sport competitivo per tutto l’anno ma, prendersi una pausa dalle gare per 1-3 mesi l’anno (anche non consecutive).
– concedersi almeno un giorno libero a settimana dagli allenamenti.
Jayanthi e colleghi stanno progettando uno studio di follow-up per verificare se le raccomandazioni date sulla corretta formazione sportiva sia in grado di ridurre il rischio agli infortuni causate da sovrallenamento. Lo studio si chiama TRACK (Training, Risk Assessment and Counseling in Kids).
Fonte: Loyola Medice

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