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Nutrizione

I succhi di frutta non sono tutti uguali

Non tutti i succhi di frutta in commercio sono bevande raccomandabili e sane, questo perché sono prodotte per lo più con una quantità di zuccheri pari ed a volte superiori alle blasonate bevande gassate

Succhi di frutta
La maggioranza dei succhi di frutta in commercio non sono proprio delle bevande raccomandabili e sane come invece si possa comunemente pensare, questo perché sono prodotte per lo più con una quantità di zuccheri pari ed a volte superiori alle blasonate bevande gassate.
Katharine Jenner, Direttore della Campagna Action on Sugar suggerisce che sarebbe meglio mangiare il frutto anziché berne il succo di frutta, tanto che quest’ultimo dovrebbe essere visto come una bevanda occasionale e non quotidiana.
Queste bevande sono cariche di zuccheri e calorie, prive per la maggioranza dei casi dei benefici della frutta e della verdura fresca“, afferma Jenner.
Tuttavia esistono pareri contrastanti alla posizione della Action on Sugar, dove diversi nutrizionisti concordano sull’importanza del succo di frutta come alimento di una dieta sana per tutti.
Il succo di frutta al 100% è ricco di sostanze nutritive, contiene solo lo zucchero naturale della frutta ed aggiunge alla dieta vitamine e minerali, inclusa la vitamina C, il potassio e l’acido folico“, afferma Fiona Hunter, nutrizionista indipendente e parte della British Dietetic Association.
Sicuramente non si può fare di tutta un’erba un fascio ed è bene distinguere i diversi prodotti in base alla loro qualità, come ad esempio la loro provenienza ma soprattutto la percentuale di frutta ed ingredienti utilizzati. Succhi naturali e con il 100% di frutta hanno un maggior valore nutrizionale rispetto a quelli con all’interno solo il 10-30% di succo di frutta, ancor meglio sono quei prodotti senza zucchero aggiunto rispetto a quelli invece arricchiti con zucchero e poveri di frutta.
In commercio esistono tre classi di succhi di frutta:
– succhi di frutta senza zucchero aggiunto, costituito da frutta al 100% e può prevedere opzionalmente l’aggiunta di zucchero;
– succhi di frutta con zucchero aggiunto, con massima quantità di zucchero aggiunto consentita dalla legislazione pari a 100 grammi per litro, 200 grammi nei succhi di lampone, ribes e limone;
– nettari di frutta, la percentuale di frutta scende al 50%, a cui sono aggiunti zucchero e acqua.
Al succo di frutta va dato il merito di poter avere a disposizione un metodo eccellente per prendere energia dagli alimenti senza troppi effetti collaterali, dovuti non al prodotto in sé, ma al degradamento dell’apparato digestivo, frequente nell’uomo moderno. I succhi sono un grande concentrato di principi nutritivi e di elementi energetici che aiutano la mucosa digestiva a rigenerarsi, funzione estremamente utile in casi di colite, gastrite ed infiammazioni generali del tubo dell’apparato digerente.
Inoltre, la frutta e le verdure rappresentano un’ottima fonte di calcio e di potassio, fondamentali nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, elementi che un succo di frutta può avere.
Quindi, l’utilizzo di succhi nell’alimentazione è utile sia per avere un corretto apporto di elementi nutritivi sia per avere alternative sulla modalità di assumere alimenti.
Detto questo, va comunque sempre tenuto in considerazione che non tutti i succhi di frutta fanno bene e, di conseguenza, necessita prestare attenzione a non abusarne.
I ricercatori della Swinburne University of Technology sono giunti alla conclusione che proprio i succhi di frutta in commercio possono aumentare la pressione sanguigna e di conseguenza possono mettere a rischio la salute del cuore.
Sembra che assumere quotidianamente anche un solo bicchiere di succo di frutta industriale possa apportare davvero troppi zuccheri al nostro organismo, facendo alzare i livelli della pressione e mettendo a rischio il nostro cuore. Questo è quanto pubblicato sulla rivista Appetite, dove si mette in evidenza come alcuni succhi di frutta abbiano addirittura gli stessi livelli di zucchero contenuti in alcune bibite gassate.
I ricercatori della Swinburne University of Technology hanno esaminato un campione di 160 persone, alle quali è stato chiesto di completare un questionario nel quale si indicava quale fosse il loro abituale consumo di succhi di frutta industriali (raro, occasionale o giornalieri), misurando anche la loro pressione del sangue.
Dai risultati è emerso che coloro chi aveva consumato il succo di frutta ogni giorno aveva una pressione arteriosa significativamente più alta rispetto a chi lo hanno consumato raramente od occasionalmente.
La pressione alta è a sua volta associata ad un aumentato rischio di problemi di salute, come un attacco di cuore od anche il deterioramento cognitivo.
Certo è che si desidera consumare un succo di frutta è sempre meglio prestare attenzione ai valori nutrizionali riportati sulle confezioni del prodotto che si acquista, scegliere tra quelli più sani, senza scegliere solamente in base all’economicità, ricordandosi di non esagerare con le quantità.

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