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La fase subacquea della bracciata: gli sweep nello stile libero

La bracciata durante la fase subacquea ed il concetto della ricerca dell’acqua ferma sulla quale fare presa, tirare e spingere in avanti il corpo per creare un avanzamento efficace nell’acqua

nuotatore
Nuotatore in azione
Non è raro verificare che diverse persone pensino che la fase subacquea della nuotata sia determinata dalla capacità di spostare l’acqua e che questa costituisca l’avanzamento in rapporto alla capacità di imprimere forza.
Questo costituisce un’interpretazione purtroppo antiquata ed oggi superata del nuoto, sostituita dall’assunto che l’avanzamento sia determinato dalla capacità di ricercare e mantenere punti di appoggio sui quali potersi spingere in avanti, sui quali poter imprimere la forza per generare potenza.
Seppure la potenza costituisca un elemento importante, questa non può però escludere la capacità tecnica d’esecuzione del gesto e la sensibilità motoria all’interno dell’elemento, che ne consente di poter erogare potenza in funzione del gesto stesso. Infatti, una buona capacità di “sentire” l’acqua consente di massimizzare la resa del gesto e della forza, economizzando le energie a disposizione, il che gioca a vantaggio a chi desideri estendere nel tempo il gesto come per il nuotatore di fondo.
Il gesto subacqueo viene concettualmente interpretato come se si debba muovere il liquido imprimendo della forza, senza troppo pensare al fatto, invece, che è la ricerca continua dei punti di appoggio costituiti dall’acqua ferma a consentire di poter “aggrapparsi”, tirarsi per poi spingersi in avanti, determinando l’avanzamento.
Osservando il gesto subacqueo sembra che le braccia spazzino l’acqua buttandola verso dietro, quando invece seppur l’acqua formi dei mulinelli e delle pressioni determinati dal gesto e che ne influiscono a vantaggio od a svantaggio del gesto stesso, nonché del risultato performante, le braccia spingono sempre su punti di appoggio in movimento.
La capacità di poter percepire questi punti di appoggio od “acqua ferma” determina parte degli aspetti che differenziano un buon nuotatore da uno mediocre.
Il concetto di aggrapparsi per poi costruire l’avanzamento è intuibile facendo caso nel ciclo subacqueo a dove la mano inizi a prendere l’acqua e dove questa sia al termine della fase di spinta, proseguendo con quella aerea: una buona tecnica di nuotata subacquea permette alla mano non solo di mantenere la posizione iniziale ma, anche di essere ad essa avanzata grazie alle forze di depressione che essa è riuscita a generare.
Di seguito gli sweep che determinano la fase subacquea della nuotata nello stile libero.
Out-swee
Dalla posizione di allungo in avanti del braccio che determina la conclusione della fase di recupero della bracciata, la mano rimane vicina alla superficie dell’acqua ed inizia a cercare la presa nell’acqua muovendosi verso l’esterno.
Down-sweep
Dalla posizione di Out-sweep la mano scende verso il basso mantenendo il gomito sempre più flesso ed alto, lasciando la fase di discesa alla sola mano. Il gomito rimane alto anche quando la mano e l’avambraccio sentono sempre di più la presa nell’acqua.
In-sweep
Con il gomito flesso a 90 gradi la mano gira verso l’interno per aumentare la presa ricercando l’appoggio per la spinta in avanti e la forza impressa continua ad aumentare durante tutta questa fase, per poi continuare nello sweep sucessivo.
Up-sweep
Ultima delle fasi subacquee della bracciata, dove la mano spinge indietro e verso l’esterno, le punta delle dita puntano verso il fondo fino alla conclusione di questo sweep. Quando la mano passa la linea dell’anca, il polso ruota portando il palmo verso l’interno e rilascia la presa dell’acqua, il mignolo è rivolto verso la superficie per preparare l’uscita ed il recupero della bracciata. In questo punto il braccio si trova vicino alla sua massima estensione.
La gestualità e la sensibilità nei diversi sweep possono essere migliorate grazie ad una cura ed attenzione del gesto stesso durante la nuotata a basso regime ed effettuando esercizi mirati. Solo successivamente e gradualmente quando risulta quanto più possibile spontaneo e naturale il gesto si inizia a lavorare sulla capacità di imprimere efficacemente la forza e lavorare su livelli metabolici impegnativi.
EVOLUZIONE DELLA TECNICA NELLO STILE LIBERO
Video esplicativo sullo stile libero dove viene mostrata la tecnica nelle sulle fasi, mostrando la radicale evoluzione dalla tecnica degli anni ’70 e quella degli anni ’90.

SLOW MOTION DELLA NUOTATA STILE LIBERO DI SUN YANG
Video in slow motion subacqueo dal fondo dove si nota la tecnica a stile libero di Sun Yang. Il video si riferisce alla gara del 31 Luglio 2011, dove il nuotatore cinese conclude i 1500 14m34s14c.

LA TECNICA DELLO STILE LIBERO – TOMOKO HAGIWARA
Video sull’analisi tecnica dello stile libero con anche l’ausilio del computer grafica realizzato da Tomolo Hagiwara. In questo caso il nuotatore ha una battuta di gambe più frequente rispetto a Sun Yang e l’ottimale per un fondista.

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