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L'attività fisica in età adolescenziale previene il diabete in età adulta

Praticare esercizio fisico durante i primi anni della adolescenza riduce il rischio di diabete nell’età adulta, conclusione la quale è giunta una ricerca della University of Exeter

Attività fisica nell'adoloescente (foto huffingtonpost.com)
Praticare esercizio fisico durante i primi anni della adolescenza riduce il rischio di diabete nell’età adulta, conclusione la quale è giunta una ricerca della University of Exeter.
La ricerca pubblicata nel giornale Diabetologia mostra che l’attività fisica offre i maggiori benefici nella insulinoresistenza adolescente, condizione dalla quale l’alto livello di zucchero nel sangue è precursore del diabete tipo 2.
I ricercatori hanno anche scoperto che mentre l’esercizio dai 13 anni costituisce un vantaggio sulla insulinoresistenza, non ha invece particolare impatto dai 16 anni, suggerendo che i giovani adolescenti sono coloro che si avvantaggiano della riduzione dei livelli di diabete.
Nel 2010 è stato stimato che nel mondo vi fossero 285 milioni di persone affette da diabete di tipo 2 e che costituissero circa il 90% dei casi di diabete. Sono oltre 3 milioni i casi diagnosticati in Italia.
In questo ultimo studio, il gruppo di ricerca ha misurato la insulinoresistenza in 300 bambini ogni anno dai 9 ai 16 utilizzando accelerometri indossati attorno alla vita del bambino.
I risultati mostrano che la condizione era il 17% più bassa negli adolescenti più attivi di 13 anni, indipendentemente dal livello di grasso corporeo, percentuale che diminuisce progressivamente nei tre anni successivi e scompare completamente dai 16 anni, quando il livello di insulinoresistenza era più bassa.
Dr Brad Metcalf della University of Exeter’s School of Sport and Health Science, afferma che queste scoperte hanno implicazioni per i futuri interventi nella riduzione della insulinoresistenza dei bambini.
L’insolinoresistenza sorge drammaticamente dai 9 ai 13 anni, poi cade nella stessa misura fino a 16 anni, notando che l’attività fisica riduca questo picco precoce adolescenziale della insulinoresistenza, ma non ha mostrato alcun impatto a 16 anni.
Una riduzione di questo picco potrebbe diminuire la domanda delle cellule che producono insulina durante questo periodo critico, che può conservarli più a lungo in età avanzata.
Con questo non stiamo dicendo che il sedicenni non hanno bisogno di essere fisicamente attivi, ci sono altri benefici per la salute che potrebbero derivare dal praticare attività fisica, come lo è a tutte le età
“, afferma il Dr Brad Metcalf.
L’obesità è ritenuta il motivo di rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 per l’80-85%, ai quali si associano le condizioni di malattie cardiache e cancro.
Fonte: Diabetologia

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